«Odio il Capodanno»

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione.
Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. 
È un torto in genere delle date. 
Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. 
Sono anch’essi capodanni.  Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna. 

E sono diventati così invadenti e così fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Così la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa il film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante. Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. 
Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. 
Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore. Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca. 

Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell’immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno più nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d’inventario dai nostri sciocchissimi antenati. 

Antonio Gramsci, 1 gennaio 1916, Avanti!, edizione torinese, rubrica Sotto la Mole.

Le decisioni del CC del PCP a margine del XX Congresso

Un manifesto elettorale della CDU 
(Coligação Democrática Unitária - 
Alleanza Democratica Unitaria) 
per le vie di Lisbona - Novembre 2015 
Prosegue il cammino 'governista' intrapreso dal PCP (Partito Comunista Portoghese) che da più di un anno, ormai, governa assieme al Partito Socialista. 
I margini per una rottura con l'UE, con l'Euro e il ripudio del debito pubblico, all'interno di un governo - di fatto - socialdemocratico, sono molto pochi, per usare un eufemismo.

In Italia, tutto sommato, ne 'sappiamo qualcosa': gli esempi dei partiti comunisti che si sono svenduti per una qualche rendita parlamentare, accettando supinamente qualsiasi tipo di alleanza elettorale, comprese quelle più innaturali, giustificandole con qualsivoglia argomentazione si abbia a disposizione (tutte errate, beninteso), li conosciamo bene. 
Così come conosciamo bene gli esempi delle organizzazioni comuniste che si sono sciolte dopo anni di opportunismo (PdCI - Partito dei Comunisti Italiani) o che al contrario continuano a 'sopravvivere' (Rifondazione Comunista) nell'alveo di una cosiddetta 'sinistra radicale', che ha abdicato all'interno di essa un pur minimo ruolo di egemonia e ha abbandonato da tempo l'ideale comunista per affievolirsi in una vaga idea di riformabilità del sistema capitalista, attraverso la divulgazione di teorizzazoni di  processi di disobbedienza dei trattati per arrivare alla 'ridiscussione' di essi e alla 'rinegoziazione' del debito. Arrivare, in sostanza, ad un'altra europa.
Tuttavia, 'un'altra europa' è materialmente irrealizzabile, a meno che non si ponga la questione dell'abbattimento del capitalismo. Ma in quel caso non sarebbe semplicemente un'altra europa
In quel caso, come avrebbe detto Gian Maria Volonté in 'Uomini contro': «il popolo va al governo: è il socialismo». 
In buona sostanza, a chi batte queste righe, dispiace molto (leggasi: disperatamente) che il PCP seguiti con la linea, sbagliata, dell'apparentamento ad un governo borghese. 
Ma tant'è.  

Il CC del Partito Comunista Portoghese ha rilasciato una dichiarazione a margine dei lavori del suo XX Congresso. Il comunicato stampa riguarda la risoluzione conclusiva approvata dal PCP nel corso dell'assise congressuale. Più specificatamente, il CC del PCP ha dichiarato che il XX Congresso ha definito le linee guida e ha adottato decisioni per far sì che l'organizzazione sia «più forte e preparata» per una «alternativa patriottica e di sinistra» e per una «democrazia avanzata che si basi sui valori della Resistenza, guardando al futuro del Portogallo, per il Socialismo».
Il CC del PCP, nel corso del Congresso, ha reso omaggio a Fidel Castro data la recente scomparsa.
Come riflesso della crisi in Europa, il CC del PCP ha preso in esame (nel corso del dibattito generale) il recente referendum italiano, oltre alla crescente deriva militarista dell'UE attraverso il progetto "Defence Union", assieme all'approfondimento della questione dei rifugiati.
La dichiarazione finale ha anche richiamato l'attenzione all'«istituzionalizzazione delle censure ideologiche da parte dei Parlamentari Europei», in riferimento al crescente anticomunismo, denunciato costantemente dai parlamentari del KKE al Parlamento Europeo.
Per quanto riguarda le politiche economiche del Portogallo, il CC del PCP ha riproposto la propria tesi riguardante l'assunzione, da parte della principale banca statale (Caixa General de Depósitos), del compito di finanziatrice dell'economia e delle piccole e medie imprese, come strumento di sviluppo di sovranità del Paese. Questa posizione è stata ribadita con la richiesta di integrare Novo Banco all'interno delle banche controllate dallo Stato, respingendone la sua svendita che significherebbe «un enorme perdita per le casse pubbliche portoghesi».
Il CC ha poi deliberato riguardo la decisione di «intraprendere, a partire da Gennaio 2017 fino a Giugno 2017, una campagna sulla liberazione dalla sottomissione dall'Euro che, in concomitanza con la richiesta di rinegoziazione del debito e il recupero del controllo pubblico delle banche, rende noti i vincoli insostenibili e le imposizioni che provengono dall'Unione Europea, mobilitando vari settori della società affinché sia chiara la necessità e la possibilità della rottura con l'Euro in favore di una produzione nazionale, di una maggiore occupazione e della riacquisizione della propria sovranità».

Questione elezioni amministrative: la tornata elettorale imminente del 2'017 rappresenta un «momento importante per affermare e valorizzare la CDU» (Alleanza Democratica Unitaria - la storica alleanza elettorale fra il PCP e gli ecologisti del Partido Verde), è stato dichiarato dal CC.
È stato anche stabilito come per l'8 aprile sarà convocata una riunione nazionale del PCP per intraprendere i preparativi in vista delle elezioni amministrative.

La «lotta comune per il futuro» delle gioventù comuniste di Turchia e Grecia

La gioventù comunista di Turchia (KG) ha accolto una delegazione della Gioventù Comunista di Grecia (KNE) nei giorni dal 13 al 15 dicembre a Istanbul. Fonte: Rivista Comunista Internazionale  

La Gioventù Comunista di Turchia ha recentemente ospitato una delegazione della Gioventù Comunista di Grecia (KNE) che comprendeva anche il segretario Ampatielos. La delegazione ha discusso questioni riguardanti le lotte greche e turche nel dettaglio. Le due organizzazioni della gioventù comunista hanno discusso su temi come le pratiche di organizzazione degli studenti, la crisi dei rifugiati, la Resistenza contro il movimento Reazionario in Turchia, la lotta contro l'imperialismo nel medio oriente e la situazione del movimento comunista giovanile internazionale. Durante l'incontro, che si è tenuto in una fase di crescenti tensioni nel Mar Egeo a causa della riapertura del dibattito sul Trattato di Losanna, si è deciso di indire una comune lotta fra le due organizzazioni giovanili nei prossimi giorni. È stato sottolineato che l'unico potere che eviti che i giovani dei due paesi siano sacrificati al desiderio espansionistico delle forze capitalistiche in campo, è la linea di lotta dell'internazionalismo proletario rappresentata dalla KNE e dal KG.

Il grande inganno del Referendum Costituzionale ha funzionato - il comunicato di Sardigna Natzione

AGENZIA SARDA DELLE ENTRATINE - BEFFA DEL GOVERNO AMICO, CHE IMPUGNA LA LEGGE IN BASE ALL’ART. 117 DELLA COSTITUZIONE AMICA 

Sulla base dell’articolo 117 della costituzione amica, che il 72% dei sardi ha ratificato con il voto del 4 dicembre, il governo amico ha impugnato e rinviato alla corte costituzionale la legge che istituisca l’Agenzia Sarda delle Entrate. Il governo ritiene che «alcune norme in materia di tributi eccedono dalle competenze statutarie ed invadono la competenza riservata alla legislazione statale» e sbarra la strada alla tanto politicamente decantata futura riscossione diretta dei propri tributi e dei tributi propri, da parte dei sardi. Un colpo di spugna a quel poco che si è tentato di aggiungere, nei pochi spazzi vuoti, nella lavagna costituzionale che sancisce a nostra sudditanza. Un segnale chiaro quello del governo, ha voluto chiarire che la vittoria sarda del NO alla riforma costituzionale non modifica il rapporto di sudditanza, non apre nessuno spazio di sovranità e tantomeno apre percorsi verso l’indipendenza. Ha voluto, il governo, ricordare che per tutelare i propri interessi e mortificare quelli dei sardi non ha bisogno di nuove Clausole di Supremazia in quanto ha già gli strumenti e la prepotenza necessaria per farlo. In tanti, tra i politici sardi tricolori e i loro collaboratori 4 mori si strapperanno un bottone facendo finta di strapparsi le vesti, per lesa sovranità. Si trasformeranno in novelli Masaniello incitando il popolo sardo alla sollevazione. 
Ci sarà il solito gioco delle parti. 
La pantomima fa parte della loro “funzione” e ha una resa politica che può tornare utile nella prossima tornata elettorale regionale e statale. 
Il Grande Inganno del Referendum costituzionale  ha funzionato, hanno chiamato i sardi al voto in difesa della sovranità e invece hanno ratificato la sudditanza. Un inganno e una beffa per i sardi, che vengono privati di una legittima competenza sulle proprie entrate tributarie proprio da un articolo della costituzione che il 4 dicembre hanno ratificato con l’intento di impedire tali beffe e tali invadenze. Sardigna Natzione Indipendentzia, non ha votato ed ha invitato i sardi a non votare il referendum inganno, per dare un vero segnale di ribellione alla sudditanza. Se quel segnale di ribellione ci fosse stato, il governo amico avrebbe capito che la fune della sudditanza era già troppo tesa e con quella impugnazione umiliante, si sarebbe potuta spezzare. Ma così non è stato, il segnale ricevuto, anche dagli ambienti indipendentisti, è stato letto come una accettazione della sudditanza autonomista. 

Sardigna 24/12/2016 annu 155° Dominatzione Italiana - Sardigna Natzione Indipendentzia.

I comunisti ucraini denunciano l'inizio delle violenze nei confronti degli ebrei

Fonte: Comunicato stampa del Partito Comunista Ucraino

«Nella tarda notte di Mercoledì 21 dicembre è accaduto un fatto che non pone fine alla violenza in cui è precipitata l'Ucraina. Il gruppo di nazionalisti e fascisti ucraini ha fatto irruzione nella sinagoga, precisamente sulla tomba di Rabbi Nachman, iniziando a gridare improperi sugli ebrei, gettando pezzi di carne di maiale. In particolare, i fascisti, hanno depositato una testa di maiale con una svastica su di essa all'interno di una stanza della sinagoga. Pochi ebrei sono riusciti a fuggire dall'edificio e chiamare la polizia: gli occupanti fascisti hanno anche riempito gli interni di vernice rossa, simboleggiando forse il sangue del maiale. La polizia è arrivata sul posto quando i rivoltosi erano già andati via. Al momento non vi è alcuna informazione riguardo fermi o arresti riguardante questo attacco antisemita. Ricordiamo, a tal proposito, che il Segretario del PCU Symonenko ha più volte messo in guardia riguardo il pericolo della ripetizione di tragici eventi del passato - come quelli dei nazisti nei confronti degli ebrei, dei comunisti, degli antifascisti».


Stabilite le date del 20' Congresso del KKE

Il Comitato Centrale del KKE ha stabilito che il 20' Congresso del Partito si svolgerà dal 30 marzo al 2 aprile 2017 e dovrà deliberare sui seguenti argomenti

  1. Relazione del lavoro del CC dal 19' al 20' Congresso, stabilire i nuovi compiti del Partito fino al 21' Congresso. 
  2. Elezione del nuovo Comitato Centrale 
Le tesi del CC per il Congresso sono state pubblicate nella giornata di ieri dal quotidiano Rizospastis.

Prevenire la distruzione dello Stato Ucraino (documento ufficiale del Partito Comunista Ucraino)

Traduzione dell'articolo apparso sulla "Rivista comunista internazionale" - Il Partito Comunista Ucraino (PCU) ha pubblicato, il 5 dicembre 2016, un rapporto dettagliato che analizza la situazione attuale propone - di conseguenza - misure concrete al fine di evitare «la distruzione dello Stato ucraino». 

Il Presidium del CC del Partito Comunista Ucraino ha pubblicato un rapporto dettagliato sulla situazione in Ucraina. Tale documento include alcune misure concrete al fine di superare la crisi politica del Paese. Nella prima parte della relazione sono stati esaminati i primi tre anni del regime attuale ucraino, descritto come «tre anni di (dominio) nazionalistico-oligarchico» e la sua azione. Sono poi stati esaminati i costi di tre anni di aggressività economica, politica ed ideologica ai danni della popolazione ucraina.
Secondo il PCU i tre anni trascorsi sono stati caratterizzati dalla glorificazione del nazismo; dall’aggressione contro il passato comunista, l’ideologia comunista e il partito comunista stesso; dalla guerra contro il popolo delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk e dagli attriti con la Federazione Russa, la cui interruzione dei rapporti diplomatici ha fatto sì che il paese precipitare in una crisi senza precedenti.
Nella seconda parte del rapporto del PCU si descrivono alcune misure urgenti per superare l’attuale crisi, di seguito viene riportato un breve elenco: 
  1.  fine della guerra in Donbass, rinsaldare rapporti con la Federazione Russa;
  2.  assumere il ruolo di status neutrale e non allineato nelle relazioni internazionali;
  3.  partecipare tanto all’EU quanto all’Unione Eurasiatica per quel che concerne il dibattito riguardo il superamento della crisi economica del Paese;
  4.  la ristrutturazione della 'Forma-Stato-Ucraina' sulla base di un sistema federalista mantenendo una specialità (regionale) su Donetsk e Lugansk;
  5.  istituzione di nuova legge elettorale che elimini l’attuale sistema misto al fine di promuovere un sistema totalmente proporzionale
  6.  aumentare il potere del Parlamento
  7.  abolizione del Presidenzialismo
  8.  eliminazione della detenzione illegale di armi; 
  9.  fine dello svilimento delle verità storiche: combattere il revisionismo
  10.  attuare immediatamente e senza ritardi il dispositivo della Commissione di Venezia che prevede di rivedere le leggi sulla decomunistizzazione, fortemente violate dalla Costituzione, portarle in conformità con la Costituzione dell’Ucraina e con le pratiche democratiche degli Stati Europei

Clicca qui per leggere il documento integrale redatto dal PCU (in inglese)

Partito Comunista Portoghese: rieletto Jeronimo Sousa come Segretario Generale

Traduzione del comunicato trasmesso dalle agenzie spagnole e portoghesi sulla rielezione di Geronimo Sousa come Segretario Generale del Partito Comunista Portoghese. Sousa detiene la carica di SG del PCP dal 2004 ed è stato rieletto all'unanimità nel corso del XX Congresso del Partito, tenutosi questo fine settimana

Il Partito Comunista Portoghese ha rieletto Jeronimo Sousa come Segretario Generale del PCP.
Tale elezione, il cui risultato era ampiamente previsto, s’è svolta nel corso del Ventesimo congresso del PCP che si è tenuto questo fine settimana nella città di Almada. 
Il dirigente comunista è stato scelto all’unanimità dal CC del Partito, il quinto più grande del Portogallo e alleato del Governo socialista in Parlamento. Durante il suo discorso di chiusura nel Congresso, Sousa ha ribadito l’impegno del PCP per una «politica patriottica e di sinistra» attraverso la «difesa, il recupero e la conquista» dei diritti dei lavoratori. A tal proposito, ha notato positivamente il cambio di governo che si è verificato in Portogallo un anno fa, quando l’alleanza tra PS, PCP e altre forze di sinistra pose fine all’esecutivo di Pedro Passos Coelho. «Il Governo PDS/CDS fu sconfitto, così come la sua ideologia. C’è la necessità di rinegoziare il debito pubblico, in modo che il Portogallo possa crescere economicamente e riprendersi quel che è suo».

San Marino: Dc perde le politiche, "Adesso.Sm" al governo. Risultato storico al Titano, vince blocco civico di sinistra

Pubblichiamo la nota stampa dell'ANSA sul ballottaggio elettorale a San Marino


Contro tutti i pronostici della vigilia, la Democrazia Cristiana sammarinese è uscita sconfitta dal ballottaggio contro la coalizione avversaria che unisce liste civiche e sinistra unita. 
La Dc e la sua coalizione, chiamata "San Marino prima di Tutto", composta appunto dai democristiani (Pdcs), il partito dei socialisti e democratici (Psd), il partito dei socialisti (Ps) e il mov. Sammarinesi, ha perso prendendo il 42.08% dei voti al ballottaggio delle elezioni politiche, passando da 25 a 16 seggi in Consiglio (10 alla Dc). Ne esce vincente e di molto la coalizione 'Adesso.sm' che se al primo turno aveva avuto solo il 31,43% dei voti, da questa sera può contare su 35 consiglieri, la maggioranza in parlamento con il 57.92% dei voti. "San Marino Prima di Tutto", la Dc in testa, invece al primo turno era andata meglio della coalizione vincitrice al ballottaggio, totalizzando il 41,68%. Da questa sera però tutto è cambiato, anzi ribaltato, e quindi Adesso.sm diventa la forza politica premiata dai sammarinesi che avrà il compito di formare il nuovo governo.

Il comunicato stampa della coalizione Adesso.sm


La coalizione Adesso.sm - composta di Civico10, Repubblica Futura e Sinistra Socialista Democratica - ringrazia tutti gli elettori che domenica 20 novembre e oggi domenica 4 dicembre l’hanno sostenuta.
Il risultato finale ha premiato gli sforzi che i candidati, i sostenitori e molti cittadini hanno espresso in queste due settimane di campagna elettorale per il ballottaggio.

La Repubblica di San Marino sarà governata per i prossimi 5 da una squadra che garantirà cambiamento, buona politica, legalità e un dialogo costante con i cittadini.
Abbiamo ottenuto un risultato incredibile in un quadro politico in cui sotterranee alleanze erano tutte focalizzate a rendere impossibile una reale alternativa di governo, cosa che invece da domani mattina realmente ci sarà.
Il 4 dicembre 2016 per la prima volta nella storia del Paese si è svolto un ballottaggio e noi riteniamo di avere utilizzato tutte le energie possibili per cambiare il paese, uscire dalle solite logiche, imporre un cambio di mentalità politica e culturale.
Abbiamo incontrato sul nostro cammino un avversario tenace, potente – in termini di legami con i poteri forti e mondi di mezzo che rimangono comunque a galla – e una serie di oppositori che per decidere legittime esigenze di massimizzazione del consenso hanno scelto di avvallare implicitamente il nuovo rinascimento democristiano con qualche venatura socialista.
I cittadini, invece, hanno scelto il cambiamento, hanno deciso che adesso.sm dovrà raccogliere tutte le istanze per ridare speranza alle nuove generazioni, innovare il Paese, costruire un modello di sviluppo diverso che rompa le vecchie logiche e assicuri prosperità.
San Marino, 4 dicembre 2016

Ballottaggio a San Marino, i primi dati sull'affluenza

A mezzogiorno il 19,36% degli aventi diritto si è recato alle urne a San Marino per il voto nel ballottaggio per le elezioni politiche che rinnoveranno il Consiglio Grande e Generale, eleggendo i 60 parlamentari del Titano che esprimeranno un nuovo Governo.
Sono stati 6.580 i cittadini, residenti e non, ad aver votato secondo i dati della segreteria agli Interni, con una flessione del 3,32% rispetto al primo turno del 20 novembre. I seggi chiudono alle 20.
Al ballottaggio è arrivata la coalizione "San Marino Prima di Tutto", con la Democrazia Cristiana (Pdcs - Partito Democratico Cristiano Sammarinese) che mantiene la maggioranza di un consigliere in più, il Partito dei Socialisti e Democratici (Psd), il Partito Socialista (Ps) e il Movimento Sammarinesi. "San Marino Prima di Tutto" al primo turno si era attestata sul 41,68% con 25 seggi. Al ballottaggio anche la coalizione "Adesso.sm" (composta da movimenti civici e il partito Sinistra Unita), che al primo turno aveva totalizzato il 31,43% dei voti e 20 seggi. 

Cos'è il Consiglio Grande e Generale?


Il Consiglio Grande e Generale è il parlamento monocamerale (ovvero l'organo legislativo) della Repubblica di San Marino. È formato da 60 consiglieri eletti a suffragio universale diretto ogni cinque anni. Il Consiglio rappresenta il corpo elettorale ed esercita il potere legislativo. 
L'assemblea si scioglie anticipatamente qualora venga a mancare la metà più uno dei suoi componenti. 
Il Consiglio è presieduto dai due Capitani Reggenti, coadiuvati dall'Ufficio di Presidenza.

Mp.

La Corea del Nord ha respinto le sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU

Il Partito dei Lavoratori di Corea ha reso nota la propria posizione riguardo le sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU tramite il Ministro degli Esteri della DPRK (Repubblica Popolare di Corea).

Un portavoce del Ministro degli Esteri della Repubblica Popolare Democratica di Corea (Corea del Nord), infatti, ha dichiarato che il «Paese respinge con forza le sanzioni approvate nell’ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU». 
Il Consiglio ha adottato questa nuova sanzione riguardo l’ultimo test nucleare condotto nel settembre scorso. Il portavoce ha accusato i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza di agire sotto le istruzioni degli USA e ha anche affermato che la decisione rappresenta un altro atto di come si vìola la sovranità della Corea del Nord. Il portavoce del Ministro ha poi sottolineato che tali test di armi nucleari sono necessari contro le altrettante minacce nucleari che gli USA e gli “stati nemici” conducono sistematicamente nella regione e ha anche ricordato che quasi tutti i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza hanno condotto - nel passato - simili test e che nessuno glielo ha mai impedito. 
Il comunicato conclude con queste parole: «Le sanzioni rappresenteranno un’inevitabile escalation di tensioni e gli USA, principali sotenitori della “risoluzione delle sanzioni”, saranno interamente responsabili in caso la situazione nella penisola coreana e nella regione sarà spinta verso una fase incontrollabile».

Mp

Sardegna, il Fronte indipendentista unidu per il NO al referendum

NO al rafforzamento centralista dello Stato coloniale

Riteniamo necessario che i sardi si esprimano con un forte e secco NO al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Da indipendentisti e da uomini e donne che amano la libertà, non possiamo che essere contrari ad una riforma iniqua che puzza di P2 e, di rimando, a Licio Gelli, ideatore del “Piano di Rinascita Democratica” che insiste sulla necessità di “accentrare ed efficientare” lo Stato. 

Il viatico del potenziamento degli Esecutivi e lo svuotamento dei Parlamenti rientra tra l’altro, a pieno titolo, nelle richiamate raccomandazioni del capitale finanziario europeo (memorandum J.P. Morgan) riguardo le “soluzioni” per uscire dalla crisi, che dovrebbe implementare l’Eurozona e, più in dettaglio, gli Stati membri UE. 
Chiariti i veri ispiratori della riforma costituzionale passiamo alle ragioni concrete per cui invitiamo il popolo Sardo a votare NO: La riforma prevede l’introduzione di una “Clausola di supremazia”: tramite questa il Governo può intervenire su qualsiasi materia regionale senza limitazioni, ovvero spoglierà di ogni valore la legislazione regionale. Laddove questa volontà regionale non sarà allineata con i supremi “interessi nazionali italiani” tale livello di governo potrà essere esautorato. 
La riforma, inoltre, incide pesantemente su proposta di leggi di iniziativa popolare e referendum. L’aumento delle firme per le proposte di legge (da 50.000 a 150.000) e della soglia da raggiungere per ottenere il referendum abrogativo (dalle attuali 500.000 firme si andrà a 800.000), renderanno oggettivamente più difficile l’applicazione degli istituti di democrazia diretta. 
In estrema sintesi, è chiaro come il “DDL Boschi” fa sì che il Governo diventi il vero e unico titolare sia del potere legislativo che di quello esecutivo. Questi sono i colpi decisivi con i quali si avvia un processo di disarticolazione degli ultimi residui di democrazia formale. Anche se per adesso la condizione autonomistica della Sardegna non è in ballo, la vittoria del SI metterebbe ancora più in pericolo, in prospettiva, le condizioni reali in cui versa la società sarda, minacciandone e pregiudicandone a lungo termine qualsiasi processo di emancipazione sociale e nazionale: la ratio della legge imporrà giocoforza di mettere mano alle regioni a statuto speciale, avviando a liquidazione ogni competenza sovrana e ridisegnando in senso del tutto autoritario e centralista la forma-stato Italia. L’unica vera riforma della Carta costituzionale che i popoli costretti a stare dentro la gabbia statuale italiana approvano, è quella dell’articolo 5 della Costituzione che è contrario a tutta la legislazione internazionale sul diritto all’autodeterminazione e al buon senso della storia. 
Pertanto, dichiarare per legge che uno stato è “uno e indivisibile” significa due cose: 
  1. Pretendere stupidamente di negare il passato e interrompere il processo storico 
  2. Affermare che i popoli non hanno diritto a decidere e ad autodeterminarsi. Ciò che dovrebbe realmente essere ristrutturato, è lo statuto autonomistico stesso, inserendo i diritti linguistici del Popolo Sardo (oggi nemmeno menzionati) e dichiarando, a chiare lettere, che la Sardegna è una Nazione capace di esercitare sovranità e autodecisione qualora lo ritenesse opportuno, temporaneamente inserita nella costruzione statale italiana, fatto che rimane di principale interesse. Tutto il resto rappresenta regolamenti di conti esclusivamente interni ad una logica centralista e di marca autoritaria, neosabauda e neofascista.

Nuova legge anticomunista in Bulgaria, l'interrogazione del KKE al Parlamento Europeo


Il 24 Novembre 2016, in Bulgaria, è stato votato in prima lettura un dispositivo per “la modifica ed integrazione della legge che dichiara 'criminale' il regime comunista bulgaro”

La legge in questione prevede in maniera provocatoria - tra le altre cose - il divieto di uso e di messa in mostra in spazi pubblici di simboli comunisti, l'uso di slogan, l'esposizione di fotografie, segni distintivi o altri marchi ed oggetti degli anni del socialismo. 

In caso questi oggetti non possano essere rimossi, tale legge prevede che al di sotto di essi vada riportato un cartello con questa dicitura: «il regime comunista in Bulgaria - durante il periodo che va dal 9/9/1944 al 11/10/1989 e le azioni che ha compiuto il Partito Comunista di Bulgaria sono stati dichiarati criminali da una legge votata dalla 38esima Assemblea Nazionale».


Sanzioni e multe salatissime sono previste anche per coloro che non rispettino le disposizioni del Ministero della Pubblica Istruzione, e cioè le università, le scuole, i presidi, professori e gli insegnanti al fine di armonizzare i testi scolastici e universitari con questa legge inaccettabile.

La criminalizzazione dell’ideologia comunista in Bulgaria, e in Altri Stati Membri, è parte della campagna anticomunista condotta in questi anni dall'UE e che va di pari passo con l’intensificarsi delle misure antipopolari che stanno tentando di cancellare le conquiste del socialismo dalla memoria dei popoli, funzionali a nascondere verità storiche inconfutabili ai giovani.


Leggi ancora: «Continua la repressione di Kiev nei confronti dei comunisti»


Dal momento che l’UE sta invocando selettivamente i diritti umani negli Stati Membri o in paesi terzi, si chiede: «Qual è la posizione della Commissione riguardo queste nuove disposizioni anticomuniste in Bulgaria? La Commissione conferma il fatto che l’UE ha dato indicazione per l’adozione di leggi anticomuniste nei confronti di alcuni Stati Membri e che essi stiano promuovendo analoghe misure di persecuzioni inaccettabili contro i partiti comunisti e la loro azione politica?».

Il Partito Comunista del Sudan è sotto assedio. KKE: «Solidarietà ai comunisti sudanesi»

Una delle immagini trasmesse dal
Partito Comunista del Sudan
 
Mercoledì mattina (30/11/2016) alle ore 10:00, le forze di sicurezza nazionali di Khartum «hanno circondato i locali in cui si stava svolgendo il Comitato Centrale del Partito Comunista Sudanese. Nessun militante è stato arrestato», ha dichiarato Ali Sewed Ibrahm del PC del Sudan in una nota. 

Non è mancata la solidarietà internazionalista, arrivata prontamente dal KKE (Partito Comunista di Grecia): «Il KKE denuncia le misure anti popolari che il governo del Sudan ha intrapreso, di concerto con l’FMI, che stanno peggiorando (e peggiorano) notevolmente la posizione della classe operaia, dei lavoratori e degli strati popolari poveri del Paese», si legge in un comunicato internazionale diffuso dall’Ufficio Stampa del partito. 

«Salutiamo - continua la nota - le mobilitazioni dei lavoratori a favore dei diritti sociali e democratici a favore del popolo del Sudan, contro tali misure ed esprimendo la propria solidarietà col PC del Sudan. Denunciamo i tentativi di reprimere il popolo e il PC sudanese i cui uffici, mercoledì mattina (30/11/2016), sono stati circondati da parte delle forze di polizia. L’autoritarismo del Governo e la repressione delle mobilitazioni popolari non passerà: giù le mani dai comunisti!».

Mp

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